inverno

Madelaines


Ogni volta che si nominano les Madelaines viene subito in mente  Proust.

Devo essere sincera non ho letto il libro Alla ricerca del tempo perduto, romanzo monumentale di Marcel Proust , che in realtà è suddiviso in 7 volumi , quello più conosciuto è appunto il primo Dalla parte di Swann dov’è contenuta la parte sull’effetto madeleine.

Da qui la famosa teoria sulla madelaine che è bastato il mangiarne una da adulto a riemergere momenti di infanzia senza essere stati evocati.

La madeleine è il simbolo, dunque, secondo Proust, di un passato che sorge involontariamente e che ci dà conforto, ed è proprio cosi’.

E’ il cibo delle coccole di momenti passati in assoluta ingenuità , è l’odore ed il gusto che lasciano riaffiorire quella sensazione di benessere e che finalmente permettiamo di concederci in quello stesso attimo assaporandole.

E’ una sensazione bellissima che capita solo al primo boccone e meno al secondo ed ancor meno al terzo.

Perché privarcene?

A me capitava in particolar modo quando mangiavo i biscotti Plasmon dei mie figli, imbevuti nel té, e ancora oggi in altri piccoli piaceri che richiamano questo profumo e quell’odore, misto di latte e burro , un po’, come le madelaine.

Ingredienti per circa 25 Madelaines

  • 200 g di burro
  • 200 g di farina
  • 100 g di zucchero
  • 20 g di zenzero candito
  • 60 g di latte
  • 3 cucchiai colmi di miele di acacia
  • 3 uova
  • 10 g di lievito chimico
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere
  • 1 pizzio di sale

Per prima cosa ho fatto sciogliere il burro insieme al miele in un pentolino, mescolando in modo da amalgamare i due liquidi, senza far bollire, a temperatura molto bassa. Lascio intiepidire.

Nel mixer ho versato 50 g di farina e lo zenzero candato, ho mixato bene, per redere lo zenzero in polvere insieme alla farina. Ho versato in una terrina agiungendo il resto della farina ,lo zenzero in polvere , il lievito ed il sale.

In un’altra terrina ho frustato ( frusta a mano) le uova con lo zucchero, ho aggiunto l’estratto della vaniglia, il latte e gli ingredienti secchi in tre volte e utilizzando una spatola, infine il burro con il miele, mescolando bene tutti gli elementi da ottenere un’impasto cremoso.

A questo punto ho versato in una terrina di vetro coperto con film alimentare e riposto in frigo per almeno 30 minuti. Meglio tutta la notte.

Dopo il riposo, ho acceso il forno a 180°C.

Ho imburrato ed infarinato leggermente gli stampi per madelaines (io ho usato uno stampo da sei a forma di conchiglie che adoro e uno stampo da 12 per madelaines classico)

Ho preso l’impasto dal frigo e l’ho distribuito nelle formine fino a 3/4 dal bordo.

Ho infornato sul piano medio alto del forno e sulla griglia non su di una placca per 10/12 minuti, dipende dallo stampo che utilizzerete. Comunque finché saranno ben dorate e gonfiotte con la classica gobetta.

ps: Se volete usare del colorante rosso diventano adattissime durante le feste e magari prepararle per dei regali coccolosi.

I vostri commenti sono graditi, anzi graditissimi per uno scambio di opinioni o magari per esprimere qual’è il vostro souvenir d’infanzia.

GRAZIE

Al mio ritorno a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di bere, contrariamente alla mia abitudine, una tazza di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, cambiai idea. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti che chiamano Petites Madeleines e che sembrano modellati dentro la valva scanalata di una “cappasanta

 Dalla parte di Swann Marcel Proust

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4 risposte a "Madelaines"

  1. Non ho delle nonne particolarmente brave in cucina, soprattutto con i dolci, per non parlare di mia mamma, che penso abbia fatto 3 dolci nella sua vita e con scarsi risultati. Quindi io non ho ricordi di coccole dolci o merende fatte in casa. Ricordo magari una crema pasticciera fatta al volo, di cui ne mangiavo un po’ in una tazzina, prima di finire nella zuppa inglese, o almeno così la chiamavano, che aveva il liquore e che quindi non potevo mangiare. I miei dolci erano le merendine del Mulino Bianco 😂 I miei ricordi sono molto più legati al salato, un panino con la frittata in spiaggia, la gioia di sapere di una parmigiana di zucchine in tavola alla sera. Un abbraccio Patti ❤️ bello leggerti di nuovo

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    • Cara Angiola,non parliamo dei panini a forma di rosetta con mortadella, quelli erano proprio delle coccole fantastiche, e se oggi ne mangio uno a volte, vado letteralmente in estasi , grazie mille del tuo racconto , un abraccio

      Piace a 1 persona

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